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C 1998 CIC.
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III Dichiarazione dell'arcivescovo Stepinac davanti al tribunale nel 1946

` Ultimato 1'interrogatorio, il 3 ottobre fu concesso a Mons. Stepinac di prendere la parola in iferimento alle accuse rivoltegli. Egli aveva dichiarato che non si sarebbe difeso, che non avrebbe chiesto avvocati, che non avrebbe interposto appello contro la sentenza, qualunque fosse. Quindi, il discorso che ora leggeremo non e un'autodifesa ma una dichiarazione per chiarire alcune situazioni e rettificare le deformazioni e interpretazioni del suo operato.

" A tutte le accuse che mi sono state mosse, rispondo che la mia coscienza e tranquilla, anche se il pubblico presente ne vorra ridere.

" Ora non intendo difendermi né fare appello contro la sentenza. Per le mie convinzioni, io sono disposto a sopportare non solo le derisioni, il disprezzo e 1'umiliazione, ma anché la morte , in qualunque momento, poiché la mia coscienza e tranquilla ".

Questo iniziale insistere sulla era certamente diretto a qualcuno; quasi a tutti i presenti, perché in quell'aula c'erano poche coscienze tranquille.

" Centinaia di volte fu ripetuto in quest'aula `incriminato Stepinac'. Ma nessuno e tanto ingenuo da non capire che dietro questo `incriminato Stepinac' siede, sul banco degli imputati 1'arcivescovo di Zagabria, il metropolita della Croazia, il rappresentante della Chiesa Cattolica in Jugoslavia.

" Ai sacerdoti presenti avete chiesto tante volte, con insistenza, perché dichiarassero che responsabile della loro situazione e Stepinac. Ma Stepinac `uomo' non puo esserlo. Puo esserlo solo Stepinac `arcivescovo'.

" Sono ormai 17 mesi che sulla stampa e nei comizi si conduce una quotidiana campagna contro di me. Del resto, per 12 mesi sono stato praticamente internato nel palazzo arcivescovile.

" Ribattesimo degli ortodossi". - " Mi si ascrive la colpa del `ribattesimo' degli ortodossi. Intanto si tratta di un vocabolario sbagliato. Colui che e stato battezzato una volta, non puo essere ribattezzato una seconda volta; quindi si tratta solo di passaggio da una Chiesa all'altra non di, battesimo.

"Non voglio parlare a `lungo dí questo argomento; voglio affermare che la mia coscienza e pulita e che la storia, a suo tempo, dara il suo giudizio a questo proposito. Devo affermare che io ho dovuto cambiare di parrocchia alcuni sacerdoti, per ché gli ortodossi li minacciavano di morte per il fatto che tiravano per le lunghe; la loro accettazione nella Chiesa cattolica.

" Certamente, durante la guerra, la Chiesa ha dovuto destreggiarsi tra molte difficolta, come un serpente; e noi andavamo incontro agli ortodossi come potevamo, nell'intento di aiutarli.

" Il signor presidente mi ha messo davanti agli occhi la trascrizione della mia domanda di avere un monastero vuoto, ap partenuto agli ortodossi, che pero un tempo era dei nostri Paolini, cattolici: Si tratta del monastero di Orehovica. Io desideravo sistemarvi i Trappisti che i nazisti avevano cacciato da Rajhenburg. Penso che era mio dovere aiutare i fratelli Sloveni, perseguitati.. da Hitler".

Ordinariato militare.- "Mi si ascrive come un grave delitto il fatto che io ero Ordinario militare. Il presidente mi ha chiesto se non sentivo di tradire la Jugoslavia quando sono entrato in relazione con il governo della Croazia indipendente.

"Devo dire che io ero Vicario militare anche nella ex Jugoslavia. Mi ero sforzato di sistemare il problema del vicario militare in quegli anni, ma non si era arrivati a una soluzione definitiva. Questa soluzione era stata trovata con il Concordato, preparato con grande fatica, solennemente firmato dal governo e ratificato dal parlamento, ma poi bocciato sulle piazze di Belgrado.

"Quando la guerra tra la Jugoslavia e la Germania stava per finire, io dovevo prestare aiuto spirituale ai restanti soldati croati dell'esercito della ex Jugoslavia e a quelli della Croazia indipendente. Se, dunque, lo Stato (la ex Jugoslavia) era caduto e l'esercito era restato, bisognava guardare alla situazione quale era nella realta Indipendenza della Croazia. - "Io non sono stato persona gradita né ai Tedeschi né agli `ustascia' (Kvaternik dichiaro durante il processo che Stepinac "era odiato da Pavelic e dagli `ustascia'"). Io non sono stato `ustascia' e non ho fatto il loro giuramento, come hanno fatto alcuni dei vostri impiegati qui presenti (forse si tratta degli assessori Ante Cerineo, Ivan Poldurgae e Ivan Pirker, chiamati `rinnegati' dai fuorusciti e del presidente Vimpulek). Il popolo croato si era dichiarato plebiscitariamente favorevole all'indipendenza della Croazia e io sarei stato un vigliacco se il mio polso non avesse battuto con il polso del popolo croato, liberatosi dalla schiavitu della ex Jugoslavia. Infatti, ai Croati, in quello stesso Stato non era possibile fare carriera nell'esercito né entrare nella diplomazia, se non a patto di cambiare Chiesa e di sposare una ortodossa.

"Questa situazione e il retroscena delle mie prediche e delle mie lettere.

"Tutto quello che io ho detto e scritto sul diritto del popolo croato alla sua liberta e indipendenza, e in piena armonia con i principi fondamentali proclamati dagli Alleati a Yalta e nella Carta Atlantica (firmata da tutti gli aderenti alle Nazioni Unite). Se ogni popolo, secondo questi documenti, ha diritto alla sua indipendenza, perché questo diritto dovrebbe essere negato al popolo croato?

"La S. Sede ha pure sottolineato tante volte che anche i popoli piccoli e le minoranze etniche hanno diritto alla liberta. Perché allora un vescovo cattolico, un metropolita, non dovrebe fiatare su questo argomento?

"Se si deve cadere, cadro, ma solo perché ho fatto il mio dovere. Se pensate che il popolo croato e contento del suo attuale destino o gli offrite ancora una volta la possibilita di esprimersi, io non ho nulla in contrario. Ho rispettato la sua volonta nel passato e la rispettero in avvenire".

Nemico del regime "popolare". - "Mi accusate di essere nemico dello Stato e del governo popolare. Ditemi, vi prego, quale era il governo per me nel 1941? Quello di Simovic a Belgrado, o quello traditore, come dite, di Londra, o quello di Gerusalemme, o il vostro nel bosco, o questo a Zagabria?

"E anche in seguito, nel 1943, '44, il governo era quello di Londra o quello del bosco? Per me, voi siete `governo' dall'8 maggio 1945 in poi. Potevo forse obbedire a voi nel bosco e a questi di Zagabria? Si possono servire du padroni? Questo non e in accordo né con la morale cattolica né con il diritto internazionale né con quello naturale. Noi, qui a Zagabria, non potevamo ignorare l'autorita di allora. Anche se era `ustascia', era qui! Voi avete diritto di chiamarmi a rispondere dall'8 maggio 1945 in poi".

A questo punto fu interrotto dal presidente Vimpulek: "Secondo questo principio, noi non potremmo giudicare né Pavelic né Lisak".

L'arcivescovo non rispose alla osservazione. Non gli sarebbe stato difficile, ma non volle farlo.

Attivita terroristica. - "Per quanto si riferisce ai miei atti terroristici, voi non ne avete nessuna prova e nessuno mai vi credera. Se Lisak, se Lela Sopijanec, se altri sono venuti da me, presentandosi sotto falso nome, se ho ricevuto lettere che non ho potuto nemmeno leggere, se questo e un delitto, se e un delitto che la gente venisse a trovarmi, ebbene, accettero tranquillamente la condanna.

"Se ho dato il lasciapassare al sacerdote Maric, non mi sento in colpa. Riguardo a questo fatto, la mia coscienza e tranquilla, perché io non avevo nessuna intenzione o idea che questo potesse essere a danno dell'ordine pubblico. Se voi mi credete o no, poco importa. L'accusato, l'arcivescovo di Zagabria, e pronto non solo a soffrire, ma anche a morire per le sue convinzioni.

Lo stesso Presidente del governo della Croazia, Bakaric, ha detto al sacerdote Milanovic: `Siamo convinti che dietro a queste azioni ci sta l'arcivescovo, ma non ne abbiamo le prove'. Questo mi basta". Contrasti con il regime comunista. - "E ora: in che consiste tutta la questione, quali sono le difficolta, perché non si e arrivati alla pacificazione?

"Il procuratore ha affermato tante volte che in nessuna parte del mondo c'e tanta liberta di coscienza quanta in Jugoslavia.

"Mi permetto di citare alcuni fatti dai quali apparira il contrario. Innanzi tutto dichiaro davanti al mondo: 260/270 sacerdoti sono stati uccisi dal movimento di liberazione nazionale. In nessuna nazione civile del mondo sarebbero puniti in questa maniera tanti sacerdoti per le colpe loro attribuite.

"Un esempio. Il parroco di Slatina, Bürger! Se egli era membro del Kulturbund (unione culturale), per questo, mettiamo, potevate condannarlo a 8 anni; ma voi, per il fatto che ha trasportato oggetti di culto dalla chiesa vicina di Vocin - cosa che del resto, come decano, doveva fare - l'avete condannato a morte e lo avete ucciso.

"Affermo di nuovo: in nessun pease civile si infliggerebbero tali condanne.

"Il sacerdote Povoljnjak e stato ucciso senza alcun processo, come un cane, sulla strada. Lo stesso avete fatto con le suore incriminate. In nessun paese civile del mondo sarebbero stati condannati a morte, ma al massimo a qualche anno di carcere.

"Voi avete commesso un errore fatale, uccidendo tanti sacerdoti. Il popolo non lo dimentichera mai!"

"Le scuole cattoliche, le nostre scuole, costruite con tanti sacrifici, ci sono state tolte. E resa impossibile la vita ai nostri seminari. Se non avessi ricevuto sette vagoni di viveri dall'America, quest'anno non sarebbe stato possibile mantenere il seminario. E i seminaristi sono figli del nostro popolo delle campagne. Voi avete incamerato con la forza tutte le proprieta dei seminari. Non avete fatto nulla di meno di quanto abbia fatto la Gestapo, la quale tolse al seminario la proprieta di Mokrice.

"Noi non siamo contrari alla riforma agraria, ma doveva essere concordata con la S. Sede".

Gli altri espropri. - "I nostri ospizi non possono sopravvivere. Le nostre tipografie sono state prese. Non so se ne esista ancora qualcuna in qualche parte. Non c'e piu la nostra stampa, tanto accusata in questa aula. "Non e forse uno scandalo affermare che in nessuna nazione la Chiesa e libera come qui da noi? I Domenicani, per esempio, hanno stampato un libretto di devozione, che proprio io ho tradotto dal francese, e hanno speso settantacinquemila dinari per la stampa. Quando il libretto era gia stampato e volevano prelevare l'edizione, i libri non furono consegnati e cosi hanno subito questo danno.

Questo si chiama liberta di stampa?

"La `Associazione di S. Girolamo' e scomparsa. E un grave delitto contro il popolo sopprimere cosi il nostro maggiore istituto culturale".

La Caritas. - "Mi si rinfaccia anche questa. Io affermo che la Caritas ha prestato enormi servizi al popolo croato e ai vostri figli.

"Tocchiamo anche l'insegnamento religioso. Avete fissato il principio: e abolitio l'insegnamento religioso nelle scuole medie superiori, e facoltativo nelle altre.

"Come mai avete permesso che i ragazzini, che non sono ancora in grado di prendere decisioni, potessero decidere da soli riguardo all'insegnamento religioso, e avete tolto questa facolta ai ragazzi piu grandi che hanno gia il diritto di voto? Perché non possono decidere anche loro se vogliono o non vogliono l'insegnamento religioso?

"Quante difficolta per i nostri ospedali, in mano alle suore!

"Contro la volonta della stragrande maggioranza del popolo, avete introdotto il matrimonio civile. Perché, su questo argomento, non vi siete attenuti al principio della liberta? In America esiste una soluzione molto piu ragionevole: chi vuole, va in chiesa; e chi vuole, va in municipio. Tutti liberi di scegliere. La Chiesa non rifiuta allo Stato un certo controllo sul matrimonio. Ma il nostro popolo si sente offeso quando deve andare prima in municipio e solo dopo puo andare in chiesa. Se ci fosse stata una trattativa, la Chiesa vi avrebbe suggerito indicazioni in questo senso.

"Nella Baeka furono sequestrati alcuni edifici agli istituti religiosi. A Spalato, alcune chiese furono trasformate in magazzini, e non so quale sia la situazione attuale. Le proprieta della Chiesa sono state esporpriate senza alcun accordo con la S. Sede. Avete visto che il popolo stesso non le voleva queste terre! Ma il problema materiale e l'ultimo dei problemi. Quello che e grave e il fatto che oggi nessun sacerdote, nessun vescovo e sicuro della sua vita, né di giorno né di notte".

Violenze contro i vescovi. - "Il vescovo Mons. Srebrnic e stato assalito a Suak dalla ragazzaglia, aizzata da certi individui, e poi per tre ore e stato insultato in camera e maltrattato in vari modi, mentre la vostra milizia e la milizia stavano tranquillamente a guardare. La stessa cosa e capitata a me a Zapreic.

"Il vescovo Mons. Lach era andato ad amministrare la santa Cresima al di la del fiume Drava, e benché si sapesse dove andava e perché ci andava, e stato ricciato indietro e lo hanno trattenuto in caserma per tutta la notte a Koprivnica e non gli hanno permesso di amministrare la Cresima.

"Dopo questo fatto, uomini vostri, che sono stati con voi nel bosco, sono venuti da me a lamentarsi dicendo: `Questo e un comportamento prepotente. Noi andiamo a protestare davanti alle autorita'."Mentre il vescovo Mons. Buric era assente dall'episcopio per le Cresime, ne furono frantumati tutti i vetri con la sassaiola.

"Sento che anche il vescovo Puic e stato aggredito, e proprio in questi giorni, con lancio di mele marce e di uova guaste.

"Questa non e liberta. E noi non vogliamo essere schiavi senza alcun diritto. Combatteremo con tutti i mezzi legali per i nostri diritti nella nostra patria".

(In sala si sente una voce: "Non ve li siete meritati!").

Derisione della fede. - "Ecco, perché comprendiate per quale motivo vi ho contrastato, vi ricordo altri tre o quattro esempi di liberta!"

"Nei libri di scuola si afferma, contro tutte le prove storiche, che Gesu Cristo non e mai esistito. Sappiatelo bene! Gesu Cristo e Dio! Io sono pronto a morire per lui, e a scuola si insegna che non e mai esistito. E, se qualche professore osasse affermare il contrario, potrebbe stare sicuro di venire eliminato della scuola. Io le dico, signor procuratore, che questa non e liberta della Chiesa, ma che si cerca di sradicarla nel piu breve tempo possibile.

"Ebbene, Cristo e il fondamento del Cristianesimo. Voi vi preoccupate degli ortodossi. Bene, ma io vi chiedo come ve la immaginate la ortodossia senza Cristo. E un assurdo! Come vi immaginate una Chiesa cristiana senza Cristo? Siete nell'assurdo!

"I libri di scuola, in mano ai nostri bambini, dicono che la Madonna era una donna di mala vita! Ma sapete che per noi cattolici e per gli ortodossi lei e la persona piu santa che sia esistita?

"L'insegnamento ufficiale, da voi imposto, dichiara che l'uomo deriva dalla scimmia! Se qualcuno ha questa ambizione, se la tenga! Ma da dove viene questo tale che si arroga il diritto di stabilire che questa teoria e l'insegnamento ufficiale, quando oggi nessuno studioso di fama internazionale la condivide?"

Il procuratore osserva: "Nessuno ha affermato questo, che cioe l'uomo deriva dalla scimmia, né Darwin né Häckel. Questo lo dite voi: e tutta reazione, che svisa il loro pensiero".

"Secondo voi - prosegue l'arcivescovo - il materialismo e l'unico sistema scientifico, e questo significa eliminare Dio e il cristianesimo. Se non c'e nulla oltre la materia, allora grazie anche della liberta! Disse uno dei vostri, e molto altolocato: `Non c'e un solo uomo in questo Stato che noi non possiamo trascinare davanti al tribunale e condannarlo!'

"Riguardo alle altre accuse, con le quali mi associate agli assassini e agli amici dei terroristi, dico che non tutti i delitti commessi in Croazia, sono stati commessi dai `domobrani' (esercito regolare croato) e dagli `ustascia'. Non era facile allora la navigazione della Chiesa. Doveva farsi strada tra mille difficolta.

"Non si pensi che io voglia la lotta. L'attuale governo entri in trattative con la S. Sede. Ma la Chiesa non accetta nessun `diktat'! Pero non e contraria ad accordi ragionevoli. E questi sono possibili.

"Allora i vescovi conosceranno quali sono i loro doveri e non occorrera cercare sacerdoti per dimostrare la loro colpevolezza, come qui si e fatto".

Il partito comunista. "Finalmente voglio dire qualche parola sul partito comunista, che e il mio vero accusatore.

"Chi pensa che l'atteggiamento che noi abbiamo preso nei riguardi del partito comunista sia dovuto a ragioni economiche, sbaglia completamente. Infatti, noi siamo rimasti fermi anche dopo che tutto e stato tolto alla Chiesa. "La Chiesa non e contraria, anzi desidera che gli operai ottengano maggiori diritti nelle fabbriche: questo e, infatti, lo spirito delle Encicliche dei Papi, e non si oppone alle giuste riforme. Ma, come ai comunisti e permesso di propagandare e di diffondere il materialismo, sia permesso a noi di confessare e di diffondere i nostri principi. I cattolici sono morti nel passato e sono pronti a morire ancora in difesa di questi diritti.

"Concludo: con la buona volonta si possono raggiungere buoni accordi. Ma l'iniziativa deve prenderla il governo attuale. Né io né l'episcopato siamo la controparte per gli accordi fondamentali, ma la S. Sede con la quale deve trattare il governo nazionale.

"Per quanto, poi, riguarda il mio caso personale, io non ho bisogno di misericordia, perché la mia coscienza e tranquilla".


CoverSimun Sito Coric
CARDINALE ALOJZIJE STEPINAC

Fatti principali sull'uomo e la sua opera

Editore: Centro informativo Croato
Coeditore: Congresso mondiale Croato
Redattore: Ante Beljo
Redazione Grafica: Gorana Benic Hudjin
Stampa: TARGA-Zagreb
Tiratura: 2000

Indice:
I. Ai tempi del nazismo, fascismo e comunismo
II. Cornice di una biografia
III. Dichiarazione dell'arcivescovo Stepinac davanti al tribunale nel 1946
IV. Dalle dichiarazioni del cardinale Stepinac e da cio che gli altri hanno detto su di lui
V. Scelta dei libri pubblicati sul cardinale Stepinac

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Il prezzo: Lit. 5USD; 5DEM

 

 

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